Trenitalia cita Alstom e perde 10 mln

Andarono per menare e furono menati. Si può riassumere così la lite che ha visto Trenitalia spa citare in giudizio Alstom Ferroviaria spa e soccombere in quella che in gergo giuridico si chiama azione ricovenzionale e che indica appunto la vittoria non dell’attore ma del convenuto. Il giudice Matilde Carpinella, della seconda sezione civile del Tribunale di Roma con una sentenza emessa lo scorso 5 di marzo ha infatti stabilito che, fatti i dovuti calcoli, non sia Alstom Ferroviaria a dovere soldi a Trenitalia ma il contrario. Nel dettaglio si evince che per differenza l’azienda dei treni italiana deve risarcire i fornitori francesi con una cifra di circa 10milioni di euro. Una sommetta non proprio banale soprattutto se si considera che chi aveva adito le vie legali sperando di avere la meglio oggi si trova a dover pagare. Il contenzioso, affidato da Trenitalia al Prof. Guido Alpa, illustre avvocato mentore e amico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, accompagnato dall’Avv. Roberto Martini, e da Alstom affidato al Prof. Gambino, discendente da una illustre genia di avvocati e Prorettore dell’università europea di Roma, accompagnato dagli avvocati Davide Contini e Sergio Sambri, aveva come oggetto la richiesta di condanna in materia di fornitura di elettrotreni. Un contenzioso nato nel 2011 che a conti fatti a Trenitalia sarebbe convenuto non aprire proprio o chiudere bonariamente.

(Red Giut)