Moda: Gucci riparte dopo chiusure e solidarietà

Firenze – In Gucci si riparte. Prima, in piena pandemia, è stato il senso del dovere a prevalere, adottando in fabbriche e negozi tutti i dispositivi di legge varati a tutela della salute pubblica. Allo stesso tempo, oltre alle chiusure e alla prevenzione,  Gucci si è subito mossa con spirito solidaristico: ha, tra le altre cose, devoluto un milione di euro al “COVID-19 Solidarity Response Fund” della Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma ora che le porte stanno per riaprirsi, Gucci si è fatta trovare pronta al via prima di tutti gli altri.

Dal 20 aprile infatti nella maison fiorentina del Gruppo Kering riprendono le attività di progettazione e realizzazione di prototipi e campioni per pelletteria e calzature. Una ripartenza lampo presa a seguito delle disposizioni governative dello scorso 10 aprile e grazie ad un accordo raggiunto con i sindacati per rafforzare ulteriormente il protocollo di sicurezza siglato lo scorso 15 marzo, grazie anche alla consulenza del virologo Roberto Burioni.

:Marco Bizzarri

La ripresa delle attività, spiega una nota della maison, riguarderà un numero ristretto di addetti della sede di ArtLab, il centro dedicato alla ricerca e sviluppo e alle attività di progettazione e realizzazione di prototipi di Gucci. «Dall’inizio di questa emergenza, prima ancora che si parlasse ufficialmente di pandemia, la salute delle persone è stata al centro di tutte le decisioni che abbiamo preso – ha detto Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci -. La salute di tutti noi era, è, e resterà sempre l’assoluta priorità di Gucci. Dopo un’attenta riflessione abbiamo preso la decisione di riaprire la prototipia di ArtLab, in accordo con le organizzazioni sindacali e garantendo il massimo livello di sicurezza e con tutte le precauzioni necessarie, definite con l’aiuto di scienziati di comprovata competenza. Questo ci permetterà di gettare le basi per una più ampia riapertura delle nostre sedi produttive e il riavvio della filiera del Made in Italy, quando consentito».

Le misure riguardano, tra l’altro, la sanificazione completa di tutti gli spazi, misurazione della temperatura corporea all’ingresso, distribuzione di kit anticontagio ai dipendenti e garanzia delle distanze di sicurezza. I dipendenti sono invitati a utilizzare i propri mezzi di trasporto, a chi ne è sprovvisto sarà messa a disposizione un’autovettura aziendale.

Ripartenza rapida ma, come dicevamo, anche tanta solidarietà. Oltre al milione donato all’OMS, In Italia, paese duramente colpito dalla pandemia e dove Gucci ha le proprie radici, è stato devoluto un altro milione al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale. La donazione è destinata a rafforzare il servizio sanitario italiano e le organizzazioni coinvolte nella gestione dell’emergenza, con la creazione di nuovi posti letto nelle terapie intensive in via prioritaria. E con l’azienda si è mossa anche tutta la comunità che le gira intorno.  La GucciCommunity è stata infatti invitata a fare una donazione al Fondo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso lo sticker “donate” nelle IG Stories del canale www.instagram.com/Gucci.

(Associated Media – Red/Aut)