Il tradimento di Federlegno, incapace di confermare il Salone del Mobile. Luti lascia per protesta

Milano, governo ed imprese appese all’ indecisione di  Feltrin. Claudio Luti, presidente del Salone, ha dato le sue dimissioni già da alcuni giorni per protesta

Claudio Feltrin

di Ennio Bassi

Ma chi è Claudio Feltrin e perchè ci interessiamo a lui? E’ l’uomo che sta decidendo di non fare il Salone del Mobile edizione 2021, già programmato per l’inizio di settembre e ora a rischio proprio per l’indecisione e la mancanza di leadership sui propri associati da parte del presidente di Federlegno Arredo, la federazione degli industriali del settore. Di fatto, è l’uomo che in questo momento sta mettendo la zeppa più grossa alla ripartenza del Paese, poichè il premier Draghi ha annunciato la riapertura delle fiere dal 15 di giugno come emblema del “rischio ragionato” che serve per scommettere sul futuro e non restare prigionieri del virus.

Infatti, come tutti sanno, il Salone è il simbolo del Made in Italy, riunisce oltre 400 mila buyer provenienti da tutto il mondo ed è il principale volano economico e sociale di Milano, il più importante evento della Fiera e un modello mondiale di manifestazione diffusa con migliaia di eventi che coinvolgono la città intera per una settimana. Quella di quest’anno, dopo lo stop dell’anno scorso, sarebbe stata l’edizione del cinquantenario e anche il presidente Mattarella l’aveva inserita nella propria agenda per celebrare la creatività del design e dell’industria del Paese.

Feltrin, veneto, nuovo presidente di Federlegno, che pure nella sua campagna elettorale si era dipinto come portatore di visione e di trasparenza, nell’assemblea avvenuta pochi giorni fa non ha chiesto ai suoi soci cosa fare e cosa sarebbe stato meglio fare su questi temi. La sua non decisone sta mettendo in grande imbarazzo e difficoltà reputazionale tutto il comparto. Ora Federlegno Arredo ha contro tutto il mondo istituzionale ed economico, Fiera Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo. Un pasticcio gigantesco, che suona come un vero e proprio tradimento del Paese e di Milano nel momento più difficile, e proprio mentre altre manifestazioni fieristiche come ad esempio il Cersaie hanno confermato l’apertura. Infatti albergatori, tassisti, ristoratori e mille altre categorie che aspettavano il Salone come segnale forte della ripartenza hanno le mani nei capelli poichè vedono sparire le possibilità di recuperare almeno in parte le perdite subite sinora con le chiusure.

A testimoniare l’incapacità di prendere una decisione nell’interesse del Paese sono sul tavolo da alcuni giorni le dimissioni di Claudio Luti, presidente del Salone e uno degli industriali più noti del settore con la sua Kartell, che non condivide la posizione della Federazione. Il Salone  del mobile è infatti una società detenuta da FLA Eventi e controllata da Federlegno Arredo:  negli ultimi 10 anni ha sempre dichiarato utili importanti ed è sempre stato un esempio e porta bandiera del Made in Italy nel mondo: visto gli utili passati non sarebbe stato male invece aiutare le aziende a partecipare alla manifestazione, cosa che ha fatto anche il governo con le misure a sostegno delle attività fieristiche.

Tutti dunque, anche in Confindustria, si aspettavano una reazione forte dal comparto dell’arredo a sostegno della ripartenza paese, ma Feltrin risulta non pervenuto e Luti ha già deciso di sbattere la porta mentre Federlegno cerca di nascondere la spaccatura, dovuta alla vera e propria incapacità di rendersi conto di rappresentare un simbolo-Paese  e non piccoli interessi di bottega che si chiedono se magari ci rimettono qualche euro, visto che diverse aziende hanno sinora utilizzato il web per continuare a vendere.

Anche Fiera di Milano ovviamente puntava tutto sul traino del Salone per riavviare una delle più importanti macchine espositive del mondo ferma da un anno. I vertici della Fiera stanno decidendo il da farsi, e giustamente minacciano di passare alle vie di fatto chiedendo a Federlegno di pagare le forti penali previste (si parla di una cifra vicina ai 10 milioni di euro).

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