A Darne notizia è stato il figlio, Michelangelo Spanò, che in una nota ha annunciato con profondo dolore la scomparsa della madre.
Si è spenta all’età di 75 anni Zeudi Araya, attrice e produttrice cinematografica che con la sua straordinaria bellezza, il suo fascino magnetico e il suo talento ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano degli anni Settanta e Ottanta.
A darne notizia è stato il figlio, Michelangelo Spanò, che in una nota ha annunciato con profondo dolore la scomparsa della madre. «Zeudi Araya si è spenta domenica 24 maggio nella propria abitazione a seguito di una lunga malattia. In questo momento di grande tristezza, la famiglia desidera esprimere la propria gratitudine a quanti le sono stati vicini con affetto e discrezione», si legge nel comunicato. Le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata.
Nata a Decamerè, in Eritrea, il 10 febbraio 1951, Zeudi Araya era giunta in Italia giovanissima, conquistando rapidamente l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori grazie a una presenza scenica fuori dal comune. Il suo volto elegante, gli occhi profondi e il portamento regale la resero una delle donne più ammirate del panorama cinematografico dell’epoca, simbolo di una bellezza raffinata e al tempo stesso intensa, capace di attraversare generazioni.
La sua carriera ebbe una svolta decisiva quando venne notata dal regista e produttore Franco Cristaldi, che intuì immediatamente il suo straordinario potenziale artistico. Da quel momento Zeudi Araya divenne una presenza costante sul grande schermo, lavorando con alcuni dei più importanti protagonisti del cinema italiano e conquistando il pubblico con interpretazioni che univano fascino, sensibilità e personalità.
Pur essendo stata celebrata come una delle donne più belle del cinema italiano, Araya riuscì a non rimanere prigioniera della propria immagine. Dietro l’eleganza e il carisma si celava infatti una professionista determinata, capace di costruire una carriera solida e di affermarsi anche come produttrice cinematografica. La sua figura contribuì inoltre ad arricchire il panorama culturale italiano con una presenza originale e internazionale, in anni in cui il cinema del nostro Paese guardava sempre più oltre i propri confini.
Per molti spettatori Zeudi Araya resterà il simbolo di una stagione irripetibile del cinema italiano, fatta di grandi produzioni, di autori prestigiosi e di interpreti capaci di entrare nell’immaginario collettivo. Ma resterà soprattutto il ricordo di una donna di rara eleganza, il cui sorriso e la cui bellezza hanno illuminato il grande schermo e continuano ancora oggi a vivere nella memoria di chi l’ha amata e ammirata.
Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più affascinanti e rappresentative del cinema italiano del secondo Novecento. Alla famiglia, e in particolare al figlio Michelangelo Spanò, giungono le più sentite condoglianze del mondo della cultura e dello spettacolo.Associate Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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