
La notevole profondità dell’evento sismico potrebbe aver contribuito a ridurne gli effetti in superficie, pur rendendo la scossa percepibile in un’ampia area del Mezzogiorno.
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata poco dopo la mezzanotte del 2 giugno nel Mar Tirreno meridionale, al largo della costa nord-occidentale della Calabria. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma si è verificato a una profondità di circa 250 chilometri ed è stato avvertito distintamente in gran parte del Sud Italia, dalla Calabria alla Sicilia, fino alla Puglia, suscitando preoccupazione tra la popolazione. Centinaia di segnalazioni sono apparse sui social network da parte di cittadini che hanno percepito la scossa nelle proprie abitazioni.
La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile ha immediatamente attivato i contatti con le strutture territoriali per monitorare l’evoluzione della situazione. Il capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, ha convocato l’Unità di Crisi a Roma per seguire gli accertamenti in corso.Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o cose. Anche i Vigili del Fuoco, impegnati in attività di ricognizione soprattutto nell’area del Tirreno cosentino, non hanno ricevuto richieste di intervento legate a conseguenze del sisma. Le verifiche proseguono comunque su tutto il territorio interessato per escludere eventuali criticità.
La notevole profondità dell’evento sismico potrebbe aver contribuito a ridurne gli effetti in superficie, pur rendendo la scossa percepibile in un’ampia area del Mezzogiorno.
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