Dopo la classica parata, la vera novità di questo ottantesimo anniversario è arrivata in serata, con la spettacolare e riuscita celebrazione in Piazza del Quirinale. Davanti al Palazzo che rappresenta la più alta istituzione della Repubblica, circa tremila autorità, rappresentanti delle istituzioni, personalità del mondo della cultura, dell’arte, dello sport e della società civile si sono riunite per assistere a un evento pensato non come semplice cerimonia, ma come grande racconto corale del Paese
di Ennio Bassi
Roma ha celebrato l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana con una giornata intensa, solenne e partecipata, capace di tenere insieme il rito istituzionale, la memoria storica e un nuovo modo di raccontare il Paese. A ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero la Repubblica e diedero avvio alla nostra democrazia parlamentare, la Festa della Repubblica ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo: non solo una ricorrenza, ma un momento collettivo di riconoscimento nei valori che hanno fondato e difeso la nostra storia repubblicana.
La giornata, come abbiamo già raccontato su queste colonne, si è aperta nel segno della tradizione e del raccoglimento con l’omaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Altare della Patria. La deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto ha rinnovato uno dei gesti più solenni della vita istituzionale italiana: il tributo a chi ha servito il Paese, a chi ne ha custodito la libertà, a chi ha contribuito con sacrificio alla nascita e alla difesa della Repubblica.
Poi, lungo via dei Fori Imperiali, la grande parata militare e civile ha restituito l’immagine di uno Stato unito nelle sue diverse componenti. Forze armate, corpi dello Stato, rappresentanze civili, istituzioni e cittadini hanno sfilato nel cuore archeologico e simbolico di Roma, in un percorso che ogni anno collega la storia millenaria della Capitale alla storia contemporanea della Repubblica. A suggellare la mattinata, il sorvolo delle Frecce Tricolori ha disegnato nel cielo i colori della bandiera italiana, trasformando ancora una volta il 2 giugno in una grande celebrazione nazionale.
Ma la vera novità di questo ottantesimo anniversario è arrivata in serata, con la spettacolare celebrazione in Piazza del Quirinale. Davanti al Palazzo che rappresenta la più alta istituzione della Repubblica, circa tremila autorità, rappresentanti delle istituzioni, personalità del mondo della cultura, dell’arte, dello sport e della società civile si sono riunite per assistere a un evento pensato non come semplice cerimonia, ma come grande racconto corale del Paese. La serata ha avuto luogo alla presenza delle più alte cariche dello Stato, con in prima fila la premier Giorgia Meloni, e con lei il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e quello della Camera Lorenzo Fontana. Fra il pubblico, anche altri membri del governo, come il ministro della cultura Alessandro Giuli e rappresentati delle istituzioni e del mondo delle imprese. In tutto più di 3.000 persone.
La scelta di portare la celebrazione nella piazza antistante il Quirinale si è rivelata un’innovazione particolarmente riuscita. Rispetto alla classica visita nei Giardini del Quirinale degli anni precedenti, l’evento serale ha aperto simbolicamente la casa della Repubblica a una dimensione più ampia, scenografica e popolare. Non un ricevimento riservato, ma una festa pubblica e condivisa, capace di parlare al Paese attraverso immagini, musica, parole e testimonianze.
“I volti della Repubblica”, l’evento promosso dalla Presidenza della Repubblica con la Rai, ha dato forma a un racconto emozionante degli ottant’anni trascorsi dal referendum del 1946. Sul palco si sono intrecciati memoria e futuro, istituzioni e cittadini, grandi nomi della cultura e dello spettacolo, sportivi, artisti e testimoni della vita civile italiana. Una celebrazione pensata per ricordare che la Repubblica non è un concetto astratto, ma l’insieme vivo delle donne e degli uomini che ogni giorno la abitano, la costruiscono e la rappresentano. Moltissime le star presenti sul palco: da Gianni Morandi ad Annalisa, da Giuliano Sangiorgi a Luca Barbarossa, da Carlo Verdone a Carolina Crescentini, da Beppe Bergomi a Alessandro del Piero, da Roberto Bolle a Bebe Vio, da Luca Zingaretti a Paola Cortellesi, da Cristiana Capotondi a Massimo Popolizio, da Arianna Fontana e Federica Brignone, da Cecilia Bartoli al novantenne campione olimpico di marcia Abdon Panich e con un’orchesta accompagnata da due grandissimi musicisti come Danilo Rea e Paolo Fresu.
Nel suo saluto, il Presidente Mattarella ha richiamato il senso più profondo della ricorrenza: il 2 giugno non celebra soltanto una data, ma un percorso che ha unito generazioni, territori e storie diverse. Un cammino attraversato da momenti difficili e da stagioni esaltanti, sempre tenuto insieme da quel vincolo di solidarietà e appartenenza che continua a definire l’identità repubblicana italiana.
La festa degli 80 anni è stata dunque una celebrazione della memoria, ma anche della responsabilità. Ha ricordato il valore della scelta compiuta nel 1946, quando il suffragio universale vide per la prima volta anche le donne protagoniste del voto politico nazionale. Ha richiamato il significato della Costituzione, della democrazia parlamentare, della partecipazione civile, della libertà e dell’unità del Paese.
In un tempo segnato da nuove sfide, il 2 giugno 2026 ha mostrato una Repubblica capace di rinnovare i propri riti senza perdere la propria solennità. La parata, l’Altare della Patria e la celebrazione serale al Quirinale hanno composto un’unica narrazione: quella di un’Italia che ricorda da dove viene, riconosce i sacrifici su cui si fonda la propria libertà e guarda al futuro attraverso i volti, le energie e le storie dei suoi cittadini.
Ottant’anni dopo quel voto che cambiò per sempre la storia nazionale, la Repubblica si è celebrata come comunità viva. Una festa all’insegna della memoria, della gratitudine e dei valori democratici che hanno dato vita, accompagnato e difeso la nostra storia repubblicana. Un modo innovativo per celebrare le istituzioni repubblicane e la stessa “casa degli italiani”.
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