Nella sua prima Settimana Santa, Papa Leone XIV celebra la messa del Giovedì Santo e richiama al servizio, contro ogni forma di dominio e prevaricazione
Nel cuore della sua prima Settimana Santa da Pontefice, Leone XIV ha celebrato la messa in Coena Domini nella basilica di San Giovanni in
Laterano, compiendo uno dei gesti più significativi della tradizione cristiana.
Durante la liturgia, il Papa ha lavato e baciato i piedi a dodici sacerdoti della diocesi di Roma, richiamando direttamente il gesto compiuto da Gesù durante l’Ultima Cena. Un rito che non rappresenta solo un simbolo, ma un messaggio concreto di servizio, umiltà e dedizione.
Il significato del gesto: servizio contro dominio
Nell’omelia, Leone XIV ha spiegato il valore profondo di questo atto, sottolineando come il messaggio evangelico si opponga radicalmente alla logica del potere e della sopraffazione.
Secondo il Papa, l’esempio di Cristo invita a ripensare sia l’immagine di Dio sia quella dell’uomo. Non è il dominio sugli altri a rendere grandi, ma la capacità di servire e donarsi. In questo senso, il gesto della lavanda dei piedi diventa un invito a liberarsi da una visione basata sulla forza e sulla paura, per abbracciare invece una logica di amore e condivisione.
Il Pontefice ha insistito anche sull’importanza di accogliere questo servizio prima ancora di offrirlo: solo lasciandosi servire si può comprendere davvero il significato del messaggio cristiano e metterlo in pratica autenticamente.
Un appello contro violenza e oppressione
Nel suo intervento, Leone XIV ha allargato lo sguardo alla realtà contemporanea, segnata da conflitti, ingiustizie e sofferenze diffuse.
Davanti a un mondo in cui la violenza e la brutalità continuano a manifestarsi, il Papa ha invitato a un atteggiamento opposto: non alzarsi sopra gli altri, ma chinarsi accanto a chi soffre. L’immagine dell’inginocchiarsi diventa così simbolo di solidarietà verso gli oppressi e di rifiuto di ogni forma di prevaricazione.
Autocritica sulla missione della Chiesa
Nella stessa giornata, durante la messa del crisma celebrata in San Pietro, il Pontefice ha affrontato anche un tema delicato: il modo in cui la missione della Chiesa è stata talvolta interpretata nel corso della storia.
Leone XIV ha riconosciuto che in passato l’annuncio del Vangelo è stato, in alcune circostanze, accompagnato da logiche di potere incompatibili con il messaggio di Cristo. Riprendendo il pensiero di Giovanni Paolo II, ha ricordato come l’intera comunità ecclesiale sia chiamata a fare i conti con gli errori del passato.
Una nuova prospettiva per l’evangelizzazione
Il Papa ha indicato una strada precisa per il futuro: un approccio fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla condivisione della vita.
L’evangelizzazione, secondo questa visione, non può essere imposta né guidata da strategie di controllo, ma deve nascere da un incontro autentico con l’altro. I missionari diventano così testimoni discreti, capaci di avvicinarsi senza invadere, di accompagnare senza imporre.
Questa prospettiva richiama il concetto di “incarnazione”, intesa come capacità di entrare nelle culture e nelle realtà locali con rispetto e sensibilità, valorizzando le differenze invece di annullarle.
Il messaggio della prima Settimana Santa di Leone XIV
La prima Settimana Santa del nuovo Papa si apre quindi con un messaggio chiaro: la Chiesa è chiamata a riscoprire il servizio come cuore della propria missione.
Attraverso gesti simbolici e parole dirette, Leone XIV traccia una linea che punta a superare ogni forma di potere e dominio, per mettere al centro la dignità umana e la solidarietà.
Un’impostazione che potrebbe segnare il tono del suo pontificato, orientandolo verso una Chiesa più vicina alle persone e più consapevole delle sfide del mondo contemporaneo.
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