A Parigi, leader europei e rappresentanti di circa 50 Paesi si sono riuniti per discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz. Centrale l’impegno per la libertà di navigazione e la creazione di una missione internazionale a carattere difensivo

Si è conclusa all’Eliseo la conferenza internazionale dedicata alla sicurezza e alla navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale. Il vertice, promosso dal presidente francese Emmanuel Macron, ha visto la partecipazione in presenza dei principali leader europei, tra cui il primo ministro britannico Keir Starmer, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, oltre a decine di rappresentanti di Stati e organizzazioni collegati da remoto.

L’incontro ha riunito circa cinquanta Paesi, tra cui grandi attori internazionali come Cina e India, insieme all’Ucraina, e due istituzioni chiave: l’Unione europea, rappresentata da Ursula von der Leyen, e l’Organizzazione internazionale marittima. Il clima è stato improntato a una forte convergenza sulla necessità di garantire la libertà di navigazione in un’area da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.

Nel suo intervento conclusivo, Macron ha sottolineato l’urgenza di una riapertura “immediata, piena e incondizionata” dello stretto, evidenziando come il vertice abbia espresso un messaggio di unità della comunità internazionale. Sulla stessa linea il premier britannico Starmer, che ha ribadito la necessità di un passaggio libero da restrizioni e ha annunciato la disponibilità di diversi Paesi a contribuire a una futura forza multinazionale con funzioni difensive.

Particolarmente articolata la posizione italiana. Giorgia Meloni ha definito la riapertura di Hormuz un passaggio “centrale” per qualsiasi soluzione della crisi mediorientale, collegandola agli sviluppi diplomatici recenti, tra cui il cessate il fuoco in Libano. La premier ha anche evidenziato il peso economico della questione, ricordando il ruolo dello stretto nelle forniture energetiche e nei flussi di materie prime essenziali, come i fertilizzanti.

Roma ha inoltre manifestato la propria disponibilità a contribuire con unità navali, nel rispetto delle procedure costituzionali e in coordinamento con partner internazionali, sottolineando la natura esclusivamente difensiva dell’eventuale missione. Un impegno che si inserisce nel solco delle operazioni europee già attive, come Aspides e Atalanta.

Il cancelliere tedesco Merz ha auspicato un coinvolgimento degli Stati Uniti nell’iniziativa, mentre nel complesso il vertice ha confermato la volontà europea di assumere un ruolo più incisivo nella gestione delle crisi internazionali.

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