Nuovo via libera della Procura generale di Milano sulla grazia a Nicole Minetti. Gli approfondimenti richiesti dal Quirinale non hanno evidenziato irregolarità né elementi che possano mettere in discussione il provvedimento

La Procura generale di Milano ha ribadito il giudizio favorevole alla concessione della grazia a Nicole Minetti, al termine di ulteriori verifiche minettirichieste dopo le polemiche sorte nei mesi scorsi attorno al provvedimento di clemenza firmato dal Presidente della Repubblica.

Secondo quanto comunicato dai magistrati milanesi, gli approfondimenti svolti non hanno fatto emergere fatti nuovi o circostanze tali da modificare il quadro già valutato in precedenza. Gli accertamenti, avviati a seguito di alcune ricostruzioni giornalistiche, avrebbero escluso la fondatezza delle contestazioni che avevano portato alla riapertura dell’istruttoria.

La documentazione raccolta è stata trasmessa al Ministero della Giustizia, che dovrà ora completare le proprie valutazioni prima del ritorno del fascicolo al Quirinale.

Verifiche su adozione e vita privata

Tra gli aspetti esaminati dagli investigatori vi era anche la procedura di adozione del figlio della ex consigliera regionale e del compagno Giuseppe Cipriani.

Dagli accertamenti effettuati, spiegano i magistrati, non sarebbero emerse anomalie né irregolarità nel procedimento riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia. Anche le ipotesi relative a presunti contenziosi tra le parti coinvolte sono state escluse.

Le verifiche hanno inoltre confermato la situazione sanitaria del minore, seguito presso una struttura specializzata negli Stati Uniti, circostanza che richiede la presenza costante della madre durante controlli e terapie.

Smentite le accuse sullo stile di vita

Un altro capitolo dell’inchiesta riguardava presunte condotte tenute da Minetti negli ultimi anni all’estero.

Secondo la relazione della Procura generale, non risultano procedimenti penali, indagini o segnalazioni a carico dell’ex consigliera né in Uruguay né in Spagna. Le dichiarazioni raccolte dagli investigatori avrebbero inoltre escluso il coinvolgimento della stessa in eventi o situazioni descritte da alcune testimonianze riportate dai media.

Per i magistrati, gli elementi acquisiti confermano l’assenza di circostanze incompatibili con il percorso personale e sociale che aveva già contribuito alla valutazione favorevole della richiesta di grazia.

Il percorso che aveva portato alla clemenza

La grazia era stata concessa dal Presidente della Repubblica nel febbraio scorso dopo il parere favorevole espresso sia dalla Procura generale di Milano sia dal Ministero della Giustizia.

Nella relazione originaria, i magistrati avevano evidenziato il cambiamento intervenuto nella vita dell’ex esponente politica, sottolineando un percorso di reinserimento e una concreta volontà di allontanarsi definitivamente dalle vicende giudiziarie che avevano portato alle sue condanne.

Minetti era stata condannata complessivamente a quasi quattro anni di reclusione in procedimenti distinti per favoreggiamento della prostituzione e peculato.

Adesso la decisione finale torna al Quirinale

Con la conclusione delle nuove verifiche, il dossier passa nuovamente al Ministero della Giustizia, chiamato a formulare le proprie valutazioni sulla base degli accertamenti effettuati.

Successivamente gli atti verranno trasmessi alla Presidenza della Repubblica. Sarà quindi il Capo dello Stato a decidere se confermare definitivamente il provvedimento di grazia già concesso o se adottare eventuali ulteriori determinazioni.

Annunciate azioni legali contro media e trasmissioni tv

Nel frattempo i legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno annunciato richieste di risarcimento danni nei confronti di alcune testate giornalistiche e trasmissioni televisive che avevano sollevato dubbi sulla vicenda.

Gli avvocati sostengono che le verifiche della Procura abbiano smentito le ricostruzioni diffuse nei mesi scorsi e ritengono che tali pubblicazioni abbiano arrecato un danno all’immagine dei loro assistiti.

Dal fronte opposto, il direttore del sito del Fatto Quotidiano, Peter Gomez, ha contestato le conclusioni dell’indagine e ha annunciato che gli approfondimenti giornalistici sul caso proseguiranno anche nei prossimi mesi, mantenendo aperto un confronto che continua a dividere opinione pubblica e mondo dell’informazione.

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