
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge contenente misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del nuovo Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, il complesso pacchetto normativo destinato a ridisegnare le procedure di gestione dei flussi migratori e delle domande di protezione internazionale nei Paesi membri. Il provvedimento, approvato nella riunione di Palazzo Chigi del 4 giugno, consentirà all’Italia di adeguare immediatamente il proprio ordinamento alle nuove regole europee che entreranno in vigore il prossimo 12 giugno. Si tratta di una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni nel settore dell’asilo, definita dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi una vera e propria «rivoluzione copernicana».Secondo quanto illustrato dal Governo, il decreto introduce gli strumenti necessari per rendere operative le procedure di frontiera previste dal Patto europeo. Nel primo anno di applicazione, tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027, l’Italia dovrà esaminare fino a 16.032 domande di asilo attraverso il nuovo meccanismo accelerato.
Le procedure di frontiera diventeranno obbligatorie per alcune categorie di richiedenti: coloro che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale, i cittadini provenienti da Paesi con un tasso di riconoscimento della protezione inferiore al 20 per cento e chi abbia presentato documentazione o dichiarazioni false. L’intero iter dovrà concludersi entro un massimo di dodici settimane, comprendendo sia la fase amministrativa sia quella giudiziaria. Uno degli aspetti più significativi riguarda il rafforzamento dei controlli all’arrivo. Il decreto introduce infatti la possibilità di trattenere gli stranieri fino a 72 ore nei luoghi di primo ingresso sul territorio nazionale per consentire gli accertamenti preliminari sull’identità e sull’eventuale pericolosità del soggetto. La misura dovrà essere convalidata dall’autorità giudiziaria.
«Diamo copertura normativa a quello che avveniva già nella prassi», ha spiegato Piantedosi nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri. Il ministro ha sottolineato come il trattenimento temporaneo rappresenti una limitazione della libertà di circolazione finalizzata però a ricostruire l’identità delle persone prima del trasferimento nelle strutture individuate dallo Stato. Il nuovo sistema prevede inoltre che i richiedenti asilo rimangano, durante la procedura, nelle aree di frontiera o in luoghi appositamente designati, senza che ciò comporti automaticamente l’autorizzazione all’ingresso nel territorio nazionale. Vengono inoltre rafforzate le possibilità di rigetto delle domande considerate inammissibili o manifestamente infondate, limitando in alcuni casi l’effetto sospensivo automatico dei ricorsi.
Per il Governo Meloni il decreto rappresenta il primo passo concreto nell’attuazione della riforma europea dell’asilo, un processo nel quale l’esecutivo rivendica di aver svolto un ruolo determinante durante il negoziato a Bruxelles. «Abbiamo voluto anticipare tutte quelle misure che consentono un’immediata attuazione del nuovo quadro regolatorio europeo», ha affermato Piantedosi.L’approvazione del decreto arriva in una seduta particolarmente densa del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera anche a provvedimenti in materia di giustizia, al Testo unico delle imposte sui redditi, a misure per il lavoro dei detenuti e a interventi per il settore turistico.
Con l’entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, l’Unione europea punta a uniformare le procedure di accoglienza e valutazione delle domande di protezione internazionale, introducendo regole comuni per tutti gli Stati membri. L’Italia si prepara ora ad affrontare la fase applicativa di una riforma destinata a incidere profondamente sulla gestione delle frontiere e dei flussi migratori nel Mediterraneo.
Ecco il video della conferenza stampa del Cdm
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