Zelensky apre a un incontro diretto con Putin per negoziare la fine della guerra in Ucraina. Mosca dice di essere pronta al dialogo, ma restano forti divergenze su territori e condizioni di pace

Volodymyr Zelensky torna a spingere sulla strada del dialogo e si dice pronto a incontrare personalmente Vladimir Putin per discutere una putin zelenskypossibile conclusione del conflitto che da oltre quattro anni devasta l’Ucraina. Il presidente ucraino ha dichiarato di essere disponibile a partecipare a negoziati diretti con il leader del Cremlino, sostenendo che solo un confronto tra i due capi di Stato possa sbloccare i principali nodi che hanno finora impedito progressi significativi nei colloqui di pace.

Secondo Zelensky, Kiev non può permettersi di attendere ulteriormente mentre altre crisi internazionali monopolizzano l’attenzione della comunità internazionale. Il presidente ucraino ha sottolineato che il suo Paese è pronto a valutare qualsiasi formato negoziale che possa portare a una soluzione concreta e duratura.

L’Ucraina vuole trattare da una posizione di forza

Nelle ultime settimane Kiev ha intensificato gli attacchi a lungo raggio contro infrastrutture strategiche russe, inclusi impianti energetici e basi militari. Zelensky sostiene che queste operazioni abbiano rafforzato la posizione negoziale dell’Ucraina, consentendole di affrontare eventuali trattative con Mosca in condizioni di maggiore equilibrio.

Il presidente ucraino ritiene che la capacità di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo rappresenti un elemento decisivo per convincere il Cremlino a prendere seriamente in considerazione una soluzione diplomatica.

La risposta del Cremlino: sì ai negoziati, ma alle condizioni di Mosca

Da parte russa arrivano segnali contrastanti. Vladimir Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a raggiungere un accordo attraverso il dialogo, ma ha chiarito che qualsiasi intesa dovrà tenere conto degli attuali rapporti di forza sul terreno e dei compromessi che Mosca considera indispensabili.

Il presidente russo continua a sostenere che il controllo delle regioni orientali occupate rappresenti un elemento centrale per una futura intesa. Mosca rivendica ormai il pieno controllo della regione di Luhansk e gran parte di quella di Donetsk, considerandole parte integrante delle proprie richieste negoziali.

Il nodo territoriale resta l’ostacolo principale

Proprio la questione dei territori occupati continua a rappresentare il principale punto di scontro tra le due parti. Kiev rifiuta qualsiasi ipotesi di rinuncia formale alle proprie regioni orientali, mentre Mosca considera il riconoscimento delle conquiste territoriali una condizione essenziale per porre fine alle ostilità.

Anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che un eventuale incontro tra Putin e Zelensky avrebbe senso soltanto per ratificare accordi già definiti dai negoziatori, lasciando intendere che Mosca non intende utilizzare un vertice tra leader come punto di partenza delle trattative.

L’Europa chiede spazio nei futuri colloqui

Mentre gli Stati Uniti restano impegnati su più fronti internazionali, l’Ucraina continua a chiedere un coinvolgimento più incisivo dell’Unione europea nel processo negoziale. Nei prossimi giorni i ministri degli Esteri europei discuteranno il possibile ruolo dell’Ue in eventuali futuri colloqui con la Russia, mentre cresce il timore che Washington possa progressivamente ridurre il proprio protagonismo diplomatico.

Nonostante le aperture reciproche, la pace appare ancora lontana. Le distanze tra le richieste di Kiev e quelle di Mosca restano profonde e il conflitto continua a consumarsi sul campo. Tuttavia, la disponibilità manifestata da Zelensky a un confronto diretto con Putin rappresenta uno dei segnali politici più significativi emersi negli ultimi mesi sul fronte diplomatico.

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L’articolo Ucraina-Russia, Zelensky si rivolge a Putin: “Pronto a incontrarlo faccia a faccia per fermare la guerra” proviene da Associated Medias.