Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero pronti a partecipare a un’operazione militare per garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz
La crisi in Medio Oriente si intensifica con nuovi sviluppi sul fronte del Golfo Persico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti starebbero valutando un intervento militare a fianco degli Stati Uniti e di altri alleati per garantire la navigabilità dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di petrolio. Se confermata, si tratterebbe di un passo significativo, che renderebbe Abu Dhabi il primo Paese della regione a entrare direttamente nel conflitto dopo essere stato colpito da attacchi iraniani.
Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump ha ipotizzato una conclusione relativamente rapida della guerra con l’Iran, parlando di un possibile esito entro “due o tre settimane”. Parallelamente, il segretario di Stato Marco Rubio ha aperto a una revisione del rapporto tra Stati Uniti e NATO, alimentando interrogativi sul futuro dell’alleanza.
Non mancano tensioni anche sul piano diplomatico europeo. L’Italia ha negato l’utilizzo della base di Sigonella per alcune operazioni statunitensi, una decisione che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito coerente con gli accordi esistenti. Da Roma si ribadisce comunque la solidità dei rapporti con Washington, posizione confermata anche dal Pentagono, che parla di collaborazione attiva da parte italiana.
Più duro il tono di Trump nei confronti degli alleati, invitati a rafforzare la propria autonomia militare e a farsi carico direttamente della sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo.
Sul terreno, la situazione resta altamente volatile. Il Qatar ha denunciato il lancio di tre missili da crociera da parte dell’Iran, uno dei quali avrebbe colpito una petroliera. Negli Emirati Arabi Uniti, un civile è morto a causa dei detriti generati dall’intercettazione di un drone. In Israele, nuovi attacchi iraniani hanno provocato decine di feriti, tra cui alcuni in gravi condizioni.
Anche il Libano è stato coinvolto indirettamente: un raid israeliano nella periferia sud di Beirut ha danneggiato l’ambasciata cinese. In Iran, i media locali riferiscono di un attacco contro l’ex sede diplomatica statunitense a Teheran.
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