Dall’orale su quattro materie alle nuove commissioni, fino al ritorno del nome “Esame di Maturità”. Ecco tutte le novità che attendono oltre 500mila studenti nel 2026
Per oltre mezzo milione di studenti il 2026 segna una svolta storica. L’esame conclusivo delle scuole superiori cambia nome, torna ufficialmente a chiamarsi “Esame di Maturità” e introduce una serie di novità che modificano in modo significativo la struttura delle prove e i

criteri di valutazione. La riforma approvata dal Parlamento ed entrata in vigore per l’anno scolastico 2025-2026 punta a rendere l’esame più selettivo e maggiormente focalizzato sul percorso effettivamente svolto dagli studenti.
La sessione prenderà il via il 18 giugno con la tradizionale prova scritta di italiano, seguita il giorno successivo dalla seconda prova di indirizzo.
La vera rivoluzione riguarda l’orale
La novità più rilevante è senza dubbio il nuovo colloquio. Addio all’interrogazione che poteva spaziare indistintamente tra tutte le discipline. Dal 2026 l’orale sarà concentrato su quattro materie specifiche, individuate ogni anno dal Ministero dell’Istruzione e comunicate già entro il mese di gennaio.
L’obiettivo dichiarato è consentire agli studenti una preparazione più mirata e approfondita. Accanto alle quattro discipline selezionate, il colloquio continuerà comunque a valorizzare il percorso formativo complessivo dello studente, includendo educazione civica, orientamento e attività svolte durante gli anni scolastici.
Commissioni più snelle e meno commissari
Un altro cambiamento importante riguarda la composizione delle commissioni d’esame. Il modello tradizionale viene ridimensionato: ogni commissione sarà composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni per ciascuna classe coinvolta.
La riduzione del numero dei commissari comporterà anche nuove modalità di correzione degli elaborati scritti e l’introduzione di aree disciplinari più ampie per garantire uniformità nelle valutazioni.
Per superare l’esame serviranno tutte le prove
Con la riforma viene rafforzato anche il principio secondo cui ogni prova ha un valore determinante. Per ottenere il diploma sarà necessario affrontare e superare sia gli scritti sia il colloquio orale. La volontà del legislatore è quella di evitare che risultati particolarmente brillanti in una singola prova possano compensare carenze significative nelle altre.
Resta confermata la struttura basata su due prove scritte nazionali e sul colloquio finale, mentre la terza prova continuerà a essere prevista soltanto per alcuni percorsi specifici, come EsaBac e sezioni internazionali.
Crediti scolastici e bonus finale
La valutazione finale continuerà a essere espressa in centesimi. Il credito scolastico accumulato nel triennio manterrà un ruolo centrale e potrà contribuire fino a 50 punti sul totale. Alle prove d’esame saranno attribuiti i restanti punti secondo le nuove griglie di valutazione predisposte dal Ministero.
Resta inoltre la possibilità per la commissione di assegnare fino a tre punti aggiuntivi agli studenti che arrivano all’esame con risultati particolarmente elevati, avvicinandosi alla soglia del cento.
Più programmazione e meno sorprese
Tra le novità più apprezzate dagli studenti c’è la decisione di comunicare con maggiore anticipo le materie della seconda prova scritta e quelle oggetto del colloquio. Le indicazioni ufficiali arrivano infatti già a gennaio, diversi mesi prima dell’inizio degli esami. Una scelta che consente ai maturandi di organizzare meglio lo studio e pianificare la preparazione finale.
Il nuovo Esame di Maturità debutta così con l’ambizione di premiare il merito, valorizzare il percorso scolastico e rendere la valutazione più coerente con le competenze realmente acquisite dagli studenti durante i cinque anni delle superiori.
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