Il cuore tecnologico di Ecolibrì resta l’aerogeneratore ad asse verticale, individuato come core business dell’azienda. Accanto a questo, l’azienda lombarda progetta e realizza impianti fotovoltaici per ambito domestico e industriale, sistemi ibridi con batterie al litio, colonnine di ricarica per la mobilità elettrica e un’ampia gamma di prodotti a tecnologia solare
di Robert Crowe
Donatella Scarpa è il profilo di imprenditrice che meglio interpreta una stagione in cui la transizione energetica non si gioca soltanto sul terreno della sostenibilità, ma anche su quello della capacità industriale, dell’innovazione applicata e della visione internazionale. Alla guida di Ecolibrì, società fondata nel 2016 ad Agrate Brianza come divisione della storica A.C.E., Scarpa ha consolidato un progetto industriale che parte da un solido retroterra manifatturiero e lo trasforma in una piattaforma orientata alle rinnovabili, con specializzazione su eolico e fotovoltaico.
Il tratto distintivo della manager milanese è aver portato Ecolibrì oltre il perimetro tradizionale della fornitura impiantistica. Il focus dell’azienda resta la produzione di energia da fonte eolica e solare, ma la strategia è più ampia: sviluppare sistemi efficienti, flessibili e adattabili ai diversi contesti d’uso, con un’attenzione particolare all’autonomia energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. In questa impostazione si legge la cifra della visione di Scarpa: non una sostenibilità di facciata, ma un’innovazione concreta, capace di tradursi in soluzioni industriali e modelli replicabili.
Il cuore tecnologico di Ecolibrì resta l’aerogeneratore ad asse verticale, individuato come core business dell’azienda. È una tecnologia che lavora con il vento in tutte le direzioni, occupa uno spazio contenuto e presenta un impatto ambientale ridotto: caratteristiche che ne fanno una risposta industriale credibile alla crescente domanda di impianti energeticamente efficienti e facilmente integrabili nei territori. Accanto a questo, Ecolibrì progetta e realizza impianti fotovoltaici per ambito domestico e industriale, sistemi ibridi con batterie al litio, colonnine di ricarica per la mobilità elettrica e un’ampia gamma di prodotti a tecnologia solare.
Il punto è che Scarpa ha letto per tempo un passaggio decisivo del mercato: oggi la competitività delle rinnovabili si misura sempre meno sulla singola tecnologia e sempre più sulla capacità di costruire sistemi integrati. Non a caso, tra i punti di forza di Ecolibrì figurano proprio le soluzioni ibride, che combinano turbine eoliche ad asse verticale, pannelli solari, un unico quadro elettrico e batterie di accumulo, rendendo l’energia disponibile anche nelle 24 ore. È qui che la componente imprenditoriale della CEO emerge con maggiore chiarezza: innovare, per Scarpa, significa progettare soluzioni che mettano insieme efficienza, continuità operativa e semplicità di utilizzo.
Ma il vero salto di qualità impresso da Donatella Scarpa è nella proiezione estera. La crescita di Ecolibrì non è stata concepita come un percorso domestico da esportare in un secondo momento: l’apertura internazionale è parte integrante del modello di sviluppo. La
società vanta una presenza anche in Moldavia dal 2005, una rete commerciale negli Emirati Arabi Uniti e una collaborazione attiva in Mozambico, dove, oltre alla parte energia, è presente con una attività turistica di qualità. E’infatti proprietaria e gestisce un villaggio di altissimo profilo come il “Coral Lodge”. Insomma, una geografia imprenditoriale che racconta bene l’ambizione della manager: usare il know-how italiano come base di partenza per intercettare mercati e opportunità ad alto potenziale.
In questo disegno, la Moldavia occupa un ruolo particolarmente significativo. Scarpa spesso ha spesso sottolineato quanto la propria strategia sia volta a costruire connessioni economiche tra l’Italia e il Paese dell’Est europeo, valorizzando il settore green come leva di cooperazione e sviluppo. La Moldavia, in questa prospettiva e a maggior ragione dopo la guerra in Ucraina, non è solo uno sbocco commerciale, ma un tassello strategico di una visione che considera l’energia un vettore di crescita, relazioni industriali e presenza internazionale.
Ancora più esplicita è la traiettoria negli Emirati Arabi Uniti, dove Ecolibrì ha portato una delle sue installazioni più simboliche. Il 7 marzo 2024, al Rochester Institute of Technology di Dubai, è stato inaugurato un hub tecnologico in cui la turbina eolica verticale da 10 kW dell’azienda è stata installata accanto a un impianto fotovoltaico, creando un sistema ibrido capace di combinare energia del vento e del sole. Il progetto ha un valore che va oltre la singola commessa: dimostra la capacità di Ecolibrì di posizionarsi in un contesto internazionale altamente competitivo, offrendo soluzioni pensate per l’indipendenza energetica in aree dove l’accesso alla rete è limitato o eccessivamente costoso.
È però nel Mozambico che la visione internazionale di Scarpa assume il suo profilo più avanzato. Il progetto Ecolibox, presentato come sistema mini-grid trasportabile, nasce per portare energia in aree remote non collegate alla rete nazionale. La soluzione integra una turbina eolica da 10 kW, un impianto fotovoltaico da 25 kWp e batterie da 30 kWh, con una logica di modularità e rapidità di installazione che supera i limiti logistici tradizionali. In Africa subsahariana, una singola Ecoliboxpuò produrre circa 60.000 kWh all’anno, sufficienti a servire fino a 40 abitazioni, un piccolo allevamento o un resort con sei lodge. Nell’area di Maputo, le stime contenute nel documento indicano una produzione annua di 20 MWh dalla turbina eolica e di 40 MWh dal sistema fotovoltaico.
Qui si coglie con precisione la dimensione più innovativa dell’approccio di Donatella Scarpa. Le rinnovabili, nella sua impostazione, non sono solo una filiera industriale; diventano uno strumento per generare sviluppo regionale, formazione professionale e nuova occupazione qualificata. Il progetto viene infatti presentato anche per il suo impatto sociale: supporto alle economie locali, creazione di competenze e promozione di uno sviluppo socio-economico sostenibile e durevole. È una lettura dell’energia come infrastruttura di progresso, non come semplice prodotto tecnologico.
In controluce emerge il profilo di una leadership che unisce pragmatismo industriale e capacità di anticipare i mercati. Scarpa ha così saputo fare di Ecolibrì una realtà che parte dalla Brianza produttiva ma dialoga con scenari globali, costruendo un’identità fondata su innovazione sostenibile, vocazione internazionale e adattabilità delle soluzioni. Moldavia, Mozambico ed Emirati non rappresentano episodi isolati, ma le coordinate di una strategia precisa: portare l’energia dove serve, con tecnologie pulite e modelli capaci di creare valore economico, ambientale e sociale.
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